Le conversioni più per click nei rapporti Google AdWords

Google AdWords, Rapporti Lascia un commento

Questo post prende spunto da un problema relativo all’utilizzo dei Rapporti per generare dati sulle conversioni AdWords e, in special modo, sulle conversioni più per click di una campagna pay per click. Più che di un “problema” forse sarebbe più corretto parlare di un limite del sistema, se non di un vero e proprio bug.

Come sappiamo i rapporti di AdWords consentono di accedere a dati statistici e conversioni e sono un ottimo strumento per valutare l’andamento delle campagne ed intraprendere attività di ottimizzazione e modifiche. Tutti i rapporti AdWords generano, se correttamente impostati, dati sulle conversioni 1 per click e sulle conversioni più per click … tranne uno! Il rapporto sul rendimento delle query di ricerca, infatti, non permette di modificare le Impostazioni Avanzate per visualizzare le conversioni più per click.

Perchè?

Dato che questo rapporto visualizza i termini di ricerca che hanno attivato l’annuncio e ricevuto click e conversioni, e dal momento che le conversioni più per click conteggiano le conversioni avvenute entro 30 giorni da un precedente click effettuato sugli annunci AdWords, a primo avviso potrebbe sembrare sensato il limite del rapporto AdWords.

In realtà a volte è proprio necessario poter accedere a questo dato. Basta pensare alle campagne che ricevono per una stessa keyword molte conversioni o ai siti per i quali vengono tracciate diverse tipologie di conversione, o comunque a tutti quei casi in cui il totale delle conversioni 1 per click è molto più basso del totale delle conversioni più per click.

Quando le conversioni più per click sono molto numerose diventa davvero importante capire quali sono le query più performanti, quelle più strategiche per il raggiungimento di determinati obiettivi. Quelle in breve maggiormente utilizzate dagli utenti che hanno completato le conversione.

Visto che per ora il rapporto sul rendimento delle query di ricerca non ci offre queste informazioni dobbiamo trovare delle soluzioni alternative. Una buona idea potrebbe essere quella di creare una seconda campagna, identica a quella in questione, con tutte le parole chiave (e soprattutto le varianti di queste dedotte con il rapporto sulle query) a corrispondenza esatta. Mano mano che dai rapporti aggiornati emergono nuove query queste andranno naturalmente aggiunte a questa seconda campagna. In questo modo sarà possibile visualizzare le conversioni più per click direttamente nelle schede AdWords.

L’unico problema potrebbe essere l’eventuale concorrenza tra le due campagne. Attraverso alcuni test ho verificato che in un caso come quello descritto il sistema pubblica gli annunci della campagna con le keywords a corrispondenza esatta per ricerche degli utenti corrispondenti, mentre vengono attivati annunci della campagna originaria negli altri casi. Prima di adottare questa soluzione provate però a fare qualche esperimento, ricordandovi di inserire qualche elemento di distinzione negli annunci della seconda campagna (basta ad esempio cambiare le url di visualizzazione). Il processo di attivazione di una campagna piuttosto che di un’altra potrebbe infatti essere soggetto anche ad altre variabili.

Qualcuno ha trovato altre soluzioni per accedere alle statistiche delle query con conversioni più per click?

Scritto da Eleonora Manfrini

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1 commento a “Le conversioni più per click nei rapporti Google AdWords”

  1. Mattia Soragni scrive:

    Ciao Eleonora,
    intanto grazie per il supporto che mi hai dato per cercare di risolvere il problema/bug/limite di AdWords.

    Come spieghi egregiamente in questo post, ci sono casi in cui l’analisi della conversione può essere legata alla singola conversione per click. Il mio caso invece aveva come presupposto che un utente, durante una o pià sessioni entro i 30 giorni dal primo click, potesse effettuare moltissime altre conversioni.

    Nel mio caso da circa 2/3 conversioni uniche si arriva anche a 17/18 conversioni multiple.

    In questo caso, analizzare il dato basandosi sulle conversioni uniche non è sufficiente: seppur ci permetta di analizzare in modo qualitativo filtrando già le chiavi che convertivano da quelle che non convertivano, non ci permette di quantificare la reale qualità delle parole chiavi nel tempo.

    Un esempio pratico? eccolo…

    In una campagna ricevo complessivamente 2 conversioni uniche e 5 conversioni multiple.

    Le chiavi di ricerca interessate alla conversione sono: “caramelle per la gola” e “caramelle balsamiche”

    Analizzando le query di ricerca scopro che la chiave a corrispondenza esatta “caramelle balsamiche” ho avuto una conversione, mentre per la query esatta “caramelle balsamiche per la gola” ho una conversione unica e 5 conversioni multiple. (PS: questo è teoria perchè Adwords non mi permette di vedere le conversioni multiple per le query di ricerca)

    In questo caso scoprirei che entrambe le chiavi di ricerca mi portano una conversione (una vendita, ad esempio) ma solo la chiave “caramelle balsamiche per la gola” mi permette nell’arco del mese di ricevere dallo stesso utente altre 5 conversioni: “caramelle balsamiche per la gola” è la chiave su cui devo puntare per ricevere maggiori conversioni, abbassando drasticamente, di conseguenza, anche il costo stesso della conversione originaria.

    Magari il più delle volte questa analisi non è necessaria, ma qualora lo fosse, il limite di Google AdWords da questo punto di vista può compromettere l’ottimizzazione del budget sulle diverse chiavi di ricerca performanti.

    Grazie ancora per lo scambio di idee e se ci fossero utenti con qualche altra domanda a riguardo, resto a disposizione.

    Ciaoo!

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