Nuovo esame certificazione AdWords: facciamo il punto

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Un’importante novità dal mondo AdWords! L’esame per il conseguimento della certificazione Google Advertising Professionals è cambiato: da oggi competenze e conoscenze saranno attestate da una certificazione riconosciuta a livello mondiale da conseguire con il superamento di più esami.

Il nuovo programma, denominato Google Certification Program prevede, come il vecchio GAP una distinzione tra Certificazione Aziendale, che consente di ottenere lo stato di Partner certificato Google, e la Qualifica Individuale e presenta una serie di novità su modalità di formazione, esami da superare e certificazione rilasciata.

L’obiettivo di Big G. è adeguare i test di conseguimento della certificazione alle novità introdotte di recente nel programma pubblicitario e garantire agli inserzionisti un servizio di qualità alto, al passo con i nuovi strumenti AdWords. Purtroppo tra 6 mesi tutte le certificazioni Google Advertising Professionals conseguite non saranno più valide, quindi è ora di rimettersi a “studiare” per sostenere con successo i nuovi esami.

Vediamo allora di capire meglio cosa è cambiato.

QUALIFICA INDIVIDUALE

Prima (e cioè fino all’altro ieri!) per conseguire la qualifica era necessario soddisfare alcuni requisti relativi ai giorni di attivazione del Centro Clienti e al budget speso in click AdWords e naturalmente superare l’esame, costituito di domande a risposta multipla sulle regole e il funzionamento di AdWords.

Oggi è necessario superare due esami, uno sui principi base della pubblicità ed uno, di livello più avanzato, a scelta tra questi: Esame sulla pubblicità associata alla ricerca avanzata, Esame sui rapporti e l’analisi e Esame sulla pubblicazione. Ognuno di questi esami serve per dimostrare conoscenze specialistiche su AdWords. Superati gli esami si riceve un certificato con il logo di Google ed è possibile aggiungere lo stato Persona qualificata nel curriculum.

CERTIFICAZIONE AZIENDALE

Prima era necessario soddisfare alcuni requisti relativi ai giorni di attivazione del Centro Clienti e al budget speso in click AdWords (che doveva essere piuttosto elevato) e due risorse aziendali dovevano superare l’esame.

Oggi è sufficiente che un componente dello staff aziendale superi due esami di certificazione (l’Esame sui principi di base della pubblicità di Google più uno dei tre esami avanzati). Per quel che riguarda la spesa in click AdWords gestita, questa deve raggiungere $ 10.000 in 90 giorni. In questo modo è possibile conseguire lo stato di Partner certificato e ottenere assistenza da AdWords per le azioni di marketing. Questo significa, ad esempio, essere registrati nella Ricerca Partner di Google, accedere a coupon di credito gratuito da spendere in click AdWords per i nuovi clienti e partecipare agli eventi organizzati da Google. Piuttosto interessante direi!

Ed ora, la questione fondamentale: come prepararsi per i nuovi esami?

Google mette a disposizione un nuovo Centro Didattico, costituito di diverse sezioni dedicate ai differenti esami. Al momento sono disponibili materiali relativi all’esame sui principi di base della pubblicità a all’esame sulla pubblicità associata alla ricerca avanzata. Gli esami sulla pubblicità display avanzata e sull’analisi e sui rapporti avanzati saranno resi disponibili (a quanto pare) prossimamente.

L’attività di formazione può avvenire inoltre con i corsi AdWords online, gratuiti e accessibili semplicemente attraverso una connessione internet e altoparlanti o cuffie. un’altra possibilità è infine offerta dai corsi AdWords in aula, a pagamento e offerti da Google in collaborazione con i partner specializzati da CEGOS e HTML.it. Questo corsi sono fruibili anche online acquistando i moduli interattivi.


Le conversioni più per click nei rapporti Google AdWords

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Questo post prende spunto da un problema relativo all’utilizzo dei Rapporti per generare dati sulle conversioni AdWords e, in special modo, sulle conversioni più per click di una campagna pay per click. Più che di un “problema” forse sarebbe più corretto parlare di un limite del sistema, se non di un vero e proprio bug.

Come sappiamo i rapporti di AdWords consentono di accedere a dati statistici e conversioni e sono un ottimo strumento per valutare l’andamento delle campagne ed intraprendere attività di ottimizzazione e modifiche. Tutti i rapporti AdWords generano, se correttamente impostati, dati sulle conversioni 1 per click e sulle conversioni più per click … tranne uno! Il rapporto sul rendimento delle query di ricerca, infatti, non permette di modificare le Impostazioni Avanzate per visualizzare le conversioni più per click.

Perchè?

Dato che questo rapporto visualizza i termini di ricerca che hanno attivato l’annuncio e ricevuto click e conversioni, e dal momento che le conversioni più per click conteggiano le conversioni avvenute entro 30 giorni da un precedente click effettuato sugli annunci AdWords, a primo avviso potrebbe sembrare sensato il limite del rapporto AdWords.

In realtà a volte è proprio necessario poter accedere a questo dato. Basta pensare alle campagne che ricevono per una stessa keyword molte conversioni o ai siti per i quali vengono tracciate diverse tipologie di conversione, o comunque a tutti quei casi in cui il totale delle conversioni 1 per click è molto più basso del totale delle conversioni più per click.

Quando le conversioni più per click sono molto numerose diventa davvero importante capire quali sono le query più performanti, quelle più strategiche per il raggiungimento di determinati obiettivi. Quelle in breve maggiormente utilizzate dagli utenti che hanno completato le conversione.

Visto che per ora il rapporto sul rendimento delle query di ricerca non ci offre queste informazioni dobbiamo trovare delle soluzioni alternative. Una buona idea potrebbe essere quella di creare una seconda campagna, identica a quella in questione, con tutte le parole chiave (e soprattutto le varianti di queste dedotte con il rapporto sulle query) a corrispondenza esatta. Mano mano che dai rapporti aggiornati emergono nuove query queste andranno naturalmente aggiunte a questa seconda campagna. In questo modo sarà possibile visualizzare le conversioni più per click direttamente nelle schede AdWords.

L’unico problema potrebbe essere l’eventuale concorrenza tra le due campagne. Attraverso alcuni test ho verificato che in un caso come quello descritto il sistema pubblica gli annunci della campagna con le keywords a corrispondenza esatta per ricerche degli utenti corrispondenti, mentre vengono attivati annunci della campagna originaria negli altri casi. Prima di adottare questa soluzione provate però a fare qualche esperimento, ricordandovi di inserire qualche elemento di distinzione negli annunci della seconda campagna (basta ad esempio cambiare le url di visualizzazione). Il processo di attivazione di una campagna piuttosto che di un’altra potrebbe infatti essere soggetto anche ad altre variabili.

Qualcuno ha trovato altre soluzioni per accedere alle statistiche delle query con conversioni più per click?

Google AdWords e iPad

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Mentre aspettiamo ansiosi l’arrivo dell’iPad in Italia e proviamo ad immaginare l’impatto che l’utilizzo di questo nuovo “strumento” avrà sulla pubblicità pay per click, possiamo con piacere constatare che l’opzione targeting iPad è già presente nel pannello AdWords.

L’iPad assomiglia più ai telefoni cellulari che ai pc: utilizza un sistema operativo per i cellulari, è dotato del touch screan e consente l’utilizzo di applicazioni mobile, quindi è ideale per navigare in rete quando si viaggia. Nel pannello di gestione AdWords lo trovate quindi nella scheda Impostazioni della campagna, nella scheda dedicata ai dispositivi mobili.

Perchè rinunciare quindi ad espandere la visibilità di una campagna pubblicitaria a questo nuovo prodotto? Attenzione solo ad adeguare i messaggi al mezzo: l’iPad fa parte di una nuova categoria di prodotti, che prospettano un accesso più facile e più ludico alle informazioni, quindi le campagne devono essere pensate ed organizzate con un po’ di attenzione a questo aspetto.

L’anno scorso Google ci ha offerto la possibilità di pubblicare i nostri messaggi pubblicitari su un’altra categoria di apparecchi, gli smartphones come l’iPhone e i telefonini con Android, con le opzioni di targeting per cellulari. Ampliare e perfezionare il targeting di riferimento pubblicando gli annunci su questi strumenti ha a quanto pare premiato numerosi inserzionisti. Google stesso ce ne offre qualche esempio nella pagina dedicata alle case histories AdWords sul mobile di successo.

Se volete essere sicuri di poter utilizzare il targeting iPad al momento giusto controllate di aver selezionato nella scheda Impostazioni della vostra campagna la voce “Tutti i dispositivi mobili“. Addirittura potrete scegliere di destinare gli annunci solo all’iPad o al contrario escluderlo.

Non ci resta dunque che aspettare l’iPad continuando a ragionare su come organizzare le future campagne AdWords!

Controllare i costi AdWords

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Capita spesso che il budget a disposizione per una campagna AdWords non sia altissimo o che comunque sia necessario organizzarsi per gestire la disponibilità economica in modo da ottenere i migliori risultati. In breve, può essere necessario studiare una strategia migliorare il rendimento del budget.

Come sappiamo, esistono in sostanza 3 modi per controllare la spesa in click AdWords:

1. Impostando il budget giornaliero.

E’ l’importo massimo da spendere in click ogni giorno. Quando questo importo si esaurisce la pubblicazione degli annunci viene interrotta. Va impostato nella scheda “Impostazioni” della campagna, nella sezione “Offerte e budget“. Può essere modificato in qualsiasi momento e per un numero di volte illimitato.

2. Definendo il costo per click

Il costo per click è l’importo massimo che si è disposti a pagare per un clik sull’annuncio da parte di un utente. Può essere uguale per tutte le parole chiave, oppure specifico per ciascuna keyword. Ad esempio per le parole chiave ritenute “più importanti” o a miglior rendimento può essere impostato un CPC più alto, in modo che l’annuncio venga pubblicato in una posizione migliore. L’aumento del costo per click è infatti uno dei sistemi per influire sulla posizione degli annunci AdWords.

Qualche suggerimento sul CPC più adatto o più proficuo, in termini di click o di conversioni, arriva dal Simulatore di offerta a disposizione nel pannello AdWords.

3. Lavorando sulla qualità degli annunci

E’ questo un aspetto spesso sottovalutato, quando è necessario lavorare sui costi per ridurli. Eppure la qualità degli annunci, assieme alla pertinenza di parole chiave e pagine di destinazione, influisce di molto sul posizionamento degli stessi. E’ il punteggio di qualità a dare indicazioni sulla qualità degli annunci: tanto maggiore è la qualità degli annunci, minore sarà il CPC da spendere per ciascuna keyword per la pubblicazione nelle posizioni più alte.

Qualora questi strumenti non fossero sufficienti e si notasse, ad esempio, che già a metà giornata il budget è esaurito e che comunque le risorse economiche a disposizione non sono sufficienti a coprire l’arco dell 24 ore, si può valutare la pianificazione oraria degli annunci. Per questa operazione, rimando ad un precedente post si come pubblicare gli annunci AdWords solo nelle fasce orarie di maggiore redditività.

L’organizzazione di un account AdWords

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Come già sottolineato nel post dedicato all’ottimizzazione dell’account AdWords, è molto importante organizzare l’account con attenzione, preparando campagne diverse per la promozione di siti o pagine web differenti. Un account ben strutturato rende più facile la navigazione tra le campagne ma può anche influire sul rendimento della pubblicità.

Un breve video pubblicato da AdWords offre qualche utile suggerimento.

Organizza il tuo account per ottenere risultati migliori

Il succo del discorso è, in breve, che la struttura dell’account AdWords dovrebbe sempre rispecchiare quella del sito internet promosso. Così come quindi un sito è diviso in sezioni, o in arre di prodotti, allo stesso modo andrebbe organizzato l’account AdWords. Per ogni prodotto quindi vanno creati un nuovo gruppo di annunci , una lista di keywords direttamente correlate e un annuncio abbinato alle parole chiave.
Possono forse questi sembrare suggerimenti banali, ma qualche volta può capitare di curare ed organizzare ogni dettaglio delle campagne dimenticandosi di applicare le regole base.

Come possiamo influire sulla posizione degli annunci Adwords?

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Il ranking di un annuncio AdWords è una sorta di punteggio che determina la posizione di pubblicazione. I messaggi pubblicitari con ranking migliore vengono pubblicati nella prima posizione (in alto) e così via andando verso il basso.

Bisgogna fare tuttavia una destinazione tra gli annunci pubblicati nella rete di ricerca e quelli pubblicati nella rete dei contenuti. La formula del ranking di questi diversi annunci funziona infatti secondo dinamiche leggermente differenti.

Rete di ricerca

In questo caso parliamo di targeting per parole chiave e il ranking dell’annuncio è determinato dall’offerta del CPC massimo e dal punteggio di qualità delle parole chiave. Sul punteggio di qualità influiscono diversi fattori, come la percentuale di click storica della parola chiave, il CTR storico degli url di visualizzazione, la pertinenza delle parole chiave rispetto al gruppo di annunci e allo specifico annuncio attivato e la cronologia di rendimento dell’account in generale e anche nella specifica regione in cui viene pubblicato l’annuncio.

Per quel che riguarda la pubblicazione degli annunci sopra i risultati di ricerca, va detto che queste posizioni vengono assegnate solo agli annunci con il posizionamento più elevato che superano un certo punteggio di qualità. In quest’area possono essere pubblicati fino a tre annunci. Come fare per occupare questa posizione? Testo dell’annuncio e parole chiave pertinenti sono le regole base, un buon CTR ed un CPC elevato possono poi senz’altro contribuire. Dal momento che il posizionamento non è basato solo sul prezzo nessuno può essere escluso da queste posizione privilegiate.

Rete dei contenuti

Nel caso di annunci con targeting per parola chiave la posizione dell’annuncio è determinata dall’offerta sulla rete dei contenuti e dal punteggio di qualità del gruppo di annunci. Attenzione: quando non viene impostate un’offerta per la rete dei contenuti il sistema la stabilisce automaticamente in base alla media di tutti i CPC della parola chiave. Il punteggio di qualità a sua volta è determinato, come sempre, dalla pertinenza degli annunci e delle parole chiave rispetto al sito in cui avviene la pubblicazione, dalla qualità della pagina di destinazione e dal rendimento passato dell’annuncio su quel sito e su siti simili.

Considerando invece gli annunci con targeting per posizionamento bisogna tenere presente che se un annuncio di aggiudica una posizione in una pagina occupa tutto lo spazio a disposizione e nessun altro messaggio viene pubblicato sulla stessa pagina. In alcune pagine vengono previsti più blocchi di spazi ed in questo caso l’annuncio occupa solo in blocco.

La pubblicazione è determinata dall’offerta CPC impostata e dal punteggio di qualità del gruppo di annunci. In questo caso sul punteggio di qualità influiscono fattori diversi a seconda che la campagna funzioni con offerte CPC o CPM: se viene  utilizzato il CPC il punteggio di qualità dipende dalla qualità della pagina di destinazione e dal CTR storico dell’annuncio su quel sito; nel caso di CPM invece viene presa in considerazione solo la pagina di destinazione.

Trovate maggiori chiarimenti sull‘interazione tra parole chiave e posizionamenti in un precedente post pubblicato su questo blog.

Per migliorare la posizione di un annuncio, quindi, bisogna lavorare su diversi fronti. Un buon inizio potrebbe essere l’ottimizzazione dell’account AdWords.

Arrivano rapporti Canalizzazioni di ricerca AdWords

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Sul blog ufficiale Dentro ADwords lo staff Google ha annunciato che presto potremo usufruire di una nuova tipologia di rapporti AdWords: le Canalizzazioni di ricerca AdWords, che saranno disponibili in versione beta, consentiranno a quanto pare di capire quali altri eventuali clic ed impression hanno generato gli utenti prima di concludere una conversione.

Le Canalizzazioni di ricerca serviranno in pratica per capire quali e quante ricerche effettua ciascun utente prima di portare a termine una conversione. Mostreranno quali annunci sono stati visualizzati, quali cliccati e attraverso quali ricerche prima di arrivare alla conversione, fornendo un quadro completo del percorso di conversione. Il rapporto Canalizzazioni di ricerca comprenderà ben 7 rapporti, tra i quali Conversioni indirette, Analisi primo clic e Analisi ultimo clic, Intervallo di tempo, che indica la quantità di tempo impiegata da un cliente per la conversione dopo il primo clic su un annuncio e Lunghezza percorso, che mostra la media di clic e impressioni prima della conversione

Le Canalizzazioni di ricerca saranno utili per capire il valore delle keyewords, individuando quelle più visualizzate da chi porta a termine una conversione e quelle che, al contrario, presentano uno scarso valore di conversione. Probabilmente grazie ai dati sulle azioni intermedie effettuate dagli utenti sarà più facile effettuare azioni di ottimizzazione dell’account AdWords.

Questi nuovi rapporti saranno a quanto pare disponibili negli account AdWords nelle prossime settimane ma, essendo ancora in versione beta, potranno non essere completamente attendibili. Per visualizzarli sarà necessario aver attivato il monitoraggio delle conversioni o aver importato obiettivi o transazioni in AdWords da Google Analytics.

Curiosa di provare le Canalizzazioni di ricerca, rimando ad un prossimo post per maggiori dettagli in merito!

Rapporti sulle Canalizzazioni di ricerca AdWords

Filtrare i posizionamenti della rete dei contenuti

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Gli annunci sulla rete dei contenuti di Google, come più volte consigliato in questo blog, andrebbero organizzati e gestiti diversamente rispetto a quelli per la rete di ricerca.

Innanzitutto va definito l’obiettivo della campagna. La campagna può infatti avere il fine della risposta diretta ed essere quindi valutata in base a clic, traffico verso il sito e vendite. Oppure, diversamente, può prefiggersi l’obiettivo di promuovere un brand: in questo caso gli annunci AdWords, ed gli annunci display in prima linea, sono utilizzati per aumentare la conoscenza e la considerazione di un prodotto o servizio. O ancora, perseguire entrambi questi obiettivi insieme.

Proprio a chi desidera promuovere un brand attraverso AdWords è dedicata la nuova funzione implementata dal team Google. Si tratta in pratica di un filtro che permette agli inserzionisti di selezionare con maggior precisione i siti ed i posizionamenti degli annunci da pubblicare. In pratica utilizzando questo filtro si può scegliere di pubblicare gli annunci solo nei posizionamenti visualizzati nella schermata caricata dall’utente senza bisogno di scorrerla in basso.

Questo filtro è stato introdotto per ovviare al problema creato dalla presenza di una grande varietà di browser, monitor e relative risoluzioni: date tutte queste variabili è infatti difficile capire dove vengono pubblicati gli annunci, dato che uno stesso posizionamento varia da una schermata all’altra.

Sono le statistiche quindi a stabilire quali annunci vengono visualizzati above the fold e below the fold. Prendendo in considerazione solo gli annunci “above the fold” , questo filtro vuole essere un sistema per controllare la rete dei contenuti e creare campagne più efficaci.

Google Reader: un buon sistema per tenersi aggiornati sui post di PPC World

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Google Reader è lo strumento Google per la lettura e condivisione di contenuti da blog e siti internet e rappresenta una buona soluzione per tenersi al corrente di tutti gli aggiornamenti pubblicati sul web. Google Reader consente in pratica di utilizzare e condividere i feed rss per accedere ai nuovi contenuti non appena questi vengono pubblicati.

I feed rss, identificati dal simbolo universale che tutti conosciamo, e che in questo blog trovate in alto a destra, contengono gli aggiornamenti più recenti di un blog o un sito. Cliccando sull’icona si apre una pagina che contiene gli ultimi contenuti pubblicati. Su alcuni siti da questa pagina è possibile cliccare su un pulsante per iscriversi direttamente a Google Reader. Diversamente basta copiare e incollare il link.

Per iscriversi a Google Reader bisogna avere un account Gmail. Una volta loggati si possono scegliere i siti e blog da seguire sfogliando le categorie dal menù o digitando le parole chiave nell’apposito motore di ricerca.

Google Reader verifica costantemente la presenza di nuove informazioni nei siti web impostati come preferiti. Ogni volta che un sito corrispondente a quelli segnalati pubblica un nuovo post o un nuovo articolo su Google Reader arriva una notifica. In questo modo non è più necessario consultare periodicamente tutti i siti e blog per verificare la presenza di notizie nuove. Se, ad esempio, siete interessati agli Strumenti AdWords, agli eventuali nuovi corsi AdWords o a tutto il modo della pubblicità pay per click, importate in Google Reader i feed rss di questo blog!

Google Reader è gratuito, funziona nei browser più recenti e non richiede l’installazione di alcun software. Può essere utilizzato anche dal cellulare e da va qualunque computer con accesso online.

Consente inoltre di condividere articoli aggiungendo commenti personali: basta infatti cliccare sul pulsante “Condividi” o “Condividi con nota” per pubblicare l’articolo negli elementi condivisi o anche sul tasto “Email” per inviare i contenuti ad altri utenti. Gli articoli possono essere condivisi con un elenco di amici o con i contatti mail o chat di Gmail

Il punteggio di qualità AdWords

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Il punteggio di qualità indica la pertinenza degli annunci AdWords, delle parole chiave, delle pagine web e, più in generale, di una campagna AdWords. Il punteggio di qualità è un parametro utilizzato da Google per far in modo che solo gli annunci più pertinenti vengano pubblicati sulla rete di ricerca e su quella dei contenuti.

Possiamo distinguere tre diversi tipi di punteggi di qualità: per le parole chiave, per gli annunci e per gli annunci per cellulari. In questo post prendiamo tuttavia in considerazione il punteggio di qualità a livello più ampio e generale, riferito pertanto a tutta la campagna.

Il punteggio di qualità è determinato essenzialmente da tre fattori:

1. Percentuale di clic

E’ il fattore che maggiormente influisce nella determinazione del punteggio di qualità di una keyword. I clic degli utenti vengono infatti interpretati come dei voti espressi sugli annunci. Più gli annunci sono appropriati alla ricerca degli utenti, tanti più clic riceveranno. Google è molto attento al giudizio degli utenti, tanto da considerare il gradimento del pubblico come il principale parametro di valutazione di una parola chiave.

2. Pertinenza

La pertinenza indica l’attinenza delle parole chiave rispetto agli annunci e ai termini di ricerca utilizzati dagli utenti. Google determina la pertinenza analizzando la lingua e il contesto dell’annuncio o della ricerca e il loro livello di correlazione con le parole chiave. La pertinenza è per Google un fattore piuttosto importante perchè per BigG è indispensabile che gli utenti visualizzino solo annunci effettivamente utili.

3. Qualità delle pagine di destinazione

Anche le pagine di destinazione svolgono un ruolo importante nella determinazione del punteggio di qualità. Gli annunci AdWords sono infatti realmente utili solo se la pagina di destinazione contiene le informazioni che gli utenti cercavano. I contenuti delle pagine di atterraggio degli annunci devono quindi essere originali e pertinenti. Devono essere facili da navigare e devono prevedere tempi di caricamento brevi. Meglio non utilizzare, o limitare, i pop-up. Non solo. E’ fondamentale trasmettere massima trasparenza sui servizi o prodotti proposti e fornire indicazioni precise e dettagliate riguardo il trattamento dei dati personali eventualmente lasciati dai visitatori sulle pagine web.

Il punteggio di qualità viene utilizzato anche per calcolare il ranking dell’annuncio. In pratica moltiplicando il CPC massimo offerto da un inserzionista per il punteggio di qualità si ottiene un valore che indica appunto il ranking dell’annuncio. Gli annunci con ranking più alto di aggiudicano le migliori posizioni nella pubblicazione sulla rete di ricerca. Va da sè che per ottenere una posizione migliore senza aumentare eccessivamente il CPC bisogna lavorare sui fattori che ho elencato qui sopra cercando di migliorarli.