Il marchio della tua azienda negli annunci AdWords di un concorrente

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Vi è mai capitato di ricercare il nome della vostra azienda su Google e di vedere comparire un annuncio AdWords di un’azienda concorrente che sfrutta il vostro marchio per promuovere i propri prodotti o servizi?

Fino a poco tempo fa la normativa sui marchi di Google non prevedeva restrizioni riguardo la scelta delle parole chiave di una campagna Adwords. L’utilizzo di un marchio registrato era infatti vietato solo nel testo del annuncio mentre poteva essere tranquillamente utilizzato come parola chiave (a patto comunque di  non utilizzare la funzione AdWords “Inserimento parola chiave” per includere le query di ricerca nel testo degli annunci).

normativa-marchi-adwordsA giugno 2009 la normativa Google in materia di tutela dei marchi è stata aggiornata ed in alcuni paesi, tra i quali l’Italia, è stato introdotto il monitoraggio dell’uso dei marchi anche nelle parole chiave, oltre che nel testo degli annunci.

Chi quindi scopre l’uso illecito del proprio marchio può inviare in reclamo generico o specifico a Google: in caso di reclami generici Google effettua un’indagine sull’uso del marchio in tutti gli annunci pertinenti mentre in caso di reclami specifici bisogna segnalare le esatte URL in questione e l’indagine viene effettuata in base a queste.

Se Google accerta la violazione l’inserzionista viene invitato a rimuovere il termine in questione dall’elenco delle parole chiave (o dal testo dell’annuncio) e diffidato ad eventuali futuri utilizzi.

La segnalazione può essere inviata a Google attraverso l’apposito Modulo di Reclamo. Lo stesso modulo può essere anche stampato ed inviato via fax al numero + 35315433448 all’attenzione di: Google Trademark Complaints o via posta al seguente indirizzo:

    Google Ireland Ltd.
    All’attenzione di: Advertising Legal Support Team
    Gordon House, Barrow Street
    Dublin 4, Ireland

Meglio tradurre la comunicazione in inglese.

Ricerca partner Google AdWords: come essere inclusi nella directory?

Google AdWords, Novità 1 Commento »

Tra le novità introdotte con il nuovo esame di certificazione AdWords c’è anche la directory dei partner certificati Google AdWords. La Ricerca partner Google è infatti un nuovo strumento che serve per ricercare tra tutti i partner certificati Google quelli che rispondono a determinati criteri e che sono quindi i più indicati per specifiche esigenze pubblicitarie.

La directory è consultabile online e contiene un elenco di persone e agenzie che hanno ottenuto la certificazione del Programma di certificazione di Google AdWords. La paghina di Ricerca partner consente di cercare un esperto AdWords inserendo innanzitutto il budget a disposizione, quindi il paese di riferimento (per adesso l’Italia non è inclusa nel menu a tendina di selezione), la lingua della campagna da attivare e il sito web da promuovere o il settore di riferimento. In alternativa la ricerca può essere effettuata inserendo direttamente il nome di un’azienda o di un individuo per verificare lo stato di certificazione.

Provate a inserire il vostro nome nel campo “Ricerca per nome partner“: se avete conseguito la certificazione Google Advertising Professionals (quella vecchia intendo) il sistema lo segnala.

Per essere inclusi “ufficialmente” nella directory Ricerca partner bisogna innanzitutto superare il nuovo esame (anzi i nuovi esami) di certificazione, quindi aderire al programma dalla propria sezione “Profilo” all’interno del sito del programma. Per essere inclusi bisogna inoltre fornire alcune informazioni riguardo il budget minimo con il quale si desidera lavorare, i servizi offerti e naturalmente il nome e il sito dell’azienda.

Il codice FBML di Facebook e la personalizzazione della fan page

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L’FBML, il Facebook Markup Language, è un linguaggio di markup che consente di inserire codice HTML nelle pagine Facebook.

E’ infatti di fondamentale importanza personalizzare le pagina Facebook rendendole magari simili al blog o sito cui si riferiscono, o comunque introducendo elementi originali e fortemente distintivi. Utilizzando il codice FBML è possibile quindi inserire nella pagina nuovi bottoni, menu, testi, banner pubblicitari, link e molto altro ancora. Il codice FBML, che è quindi il linguaggio di marcatura di Facebook, può essere inserito in qualsiasi pagina, nel menu orizzontale o anche nella barra laterale.

Utilizzarlo è piuttosto semplice perchè non si discosta di molto dal linguaggio HTML.

Per iniziare bisogna accedere alla pagina Facebook dedicata all’FBML (da cercare utilizzando il motore di ricerca di Facebook), cliccare su “Aggiungi alla mia pagina“, quindi scegliere la pagina in questione nella finestra che appare e cliccare su “Aggiungi alla pagina“. Una volta effettuata a questa operazione compare nella pagina di modifica della pagina, sotto la voce Applicazioni, il riquadro “FBML – FBML”. Qua bisogna cliccare su “Modifica“.

Nel campo Titolo va inserito il titolo del riquadro, e cioè il nome della linguetta che comparirà nel menu della pagina, mentre del campo FBML si può inserire direttamente il codice HTML. Dopo aver cliccato su “Salva modifiche” bisogna tornare alla pagina e cliccare sul segno “+” presente nel menu orizzontale. Si apre un menu a comparsa che contiene appunto la scheda appena creata. Cliccandoci la scheda viene aggiunta nel menu orizzontale.

Le schede del menu orizzontali sono poi ordinabili: è sufficiente trascinarle nella posizione desiderata.

Se invece preferite aggiungere la nuova scheda nella colonna laterale tornate alla scheda di gestione della Pagina, cliccare all’interno del riquadro dell’FBML e scegliere “Riquadro” cliccando su “Aggiungi“. Alla pagina viene aggiunta la scheda Riquadro che può essere trascinata nella colonna di destra.

Il Webmaster tool di Google e la nuova funzione CTR

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Il Webmaster tool di Google si è dotato di recente della nuova ed interessante funzione “clicktrough rate”. Si tratta di una funzionalità che consente di visualizzare un grafico, strutturato come quelli di Analytics, che indica le visualizzazioni delle pagine del sito per determinate ricerche, la posizione di queste nei risultati, il numero di click ed anche, appunto, il CTR, cioè il rapporto tra il numero di click e le impression.

Immagine google Webmaster toolPer visualizzarla bisogna accedere alla sezione Dashboard del Webmaster tool e cliccare sulla voce relativa alle principali query di ricerca.

Il grafico ed i dati a questo sottostanti sono utili sopratutto per capire quanto è efficace ogni pagina del sito per una determinata parola chiave. Quelle che generano un CTR più basso sono quelle sulle quali lavorare per migliorare il posizionamento del sito. Come agire? Le regole sono le solite, quelle che ogni professionista SEO conosce: title, description e contenuto della pagina coerenti con la parola chiave, descrizioni accurate e persuasive, ecc. Non è questa la sede giusta per dilungarsi in merito.

E’ possibile che i dati generati dalla funzione “clicktrough rate” differiscano leggermente da quelli esposti da Google Analytics. Questo perchè Analytics traccia solo il traffico degli utenti con JavaScript abilitato nel browser e perchè il Webmaster tool elimina anche i duplicati e le visite dai robots.

Curioso vedere un dato come il CTR, utilizzato dagli inserzionisti AdWords insieme ad altri parametri per valutare l’andamento delle campagne e valutare l’efficienza delle parole chiave, in uno strumento pensato prevalentemente per lavorare sul posizionamento organico.

Gli annunci non approvati di AdWords

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E’ capitato a tutti almeno una volta di avere qualche problema con la pubblicazione degli annunci AdWords.

Da quando i nuovi annunci sono soggetti ad una revisione che dura qualche ora o anche qualche giorno può capitare, sopratutto per campagne che  prevedono molti messaggi pubblicitari, che qualcuno rimanga nello stato “non approvato“. Come scovarli velocemente per correggerli? Semplicemente utilizzando i filtri del pannello AdWords.

Basta andare su “Campagne” e poi sulla scheda “Annunci“: qui bisogna cliccare su “Filtro e visualizzazioni” in alto a destra, selezionare “Filtra annunci“, scegliere il filtro “Stato di approvazione” e lasciare spuntato solo “Non approvato“, quindi cliccare su “Applica“. A questo punto appare la lista di annunci non approvati. Cliccando sull’icona a forma di fumetto presente sulla riga dell’annuncio nella colonna Stato è possibile visualizzare il motivo della mancata pubblicazione.

Nella maggior parte dei casi si tratta di errori sulle url, di visualizzazione o di destinazione. Ad esempio quando il dominio principale delle due url non corrisponde l’annuncio non viene approvato. Per gli annunci illustrati AdWords possono esserci più cause della mancata approvazione. In questi casi è meglio “ripassare” le relative norme di pubblicazione.

Una volta corretto l’errore l’annuncio passa nuovamente nello stato “in attesa di revisione” ed occorre avere di nuovo un po’ di pazienza prima di vederlo pubblicato.

Come posso modificare gli annunci disapprovati?

Le offerte CPA target dello Strumento per ottimizzare le conversioni

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Lo Strumento per ottimizzare le conversioni è stato di recente perfezionato dal team Google: ora è infatti possibile impostare l’offerta indicativa dell’importo medio che si vuole pagare per una conversione, invece dell’importo massimo a disposizione.

L’aggiornamento deriva dalla costatazione, emersa dalle comunicazione inviate da noi inserzionisti allo staff AdWords, che sia più facile pensare in termini di CPA medio piuttosto che di CPA massimo. Chi già utilizza lo Strumento per ottimizzare le conversioni senza difficoltà può anche continuare ad usufruirne secondo le vecchie impostazioni. Chi lo desidera può al contrario iniziare ad utilizzare lo strumento in termini di CPA target.

Come fare? Basta accedere alla scheda “Impostazioni” della campagna e selezionare “Priorità alle conversioni” e quindi “Opzioni avanzate“. Selezionando CPA target potete appunto impostare l’importo medio da spendere per ogni conversione. Qui è possibile inoltre scegliere se utilizzare l’offerta suggerita da AdWords o impostarne una personalizzata.

Strumento per ottimizzare le conversioni - schermata esempio

Naturalmente potete accedere a tale funzionalità solo se avete attivato il monitoraggio delle conversioni e avete ricevuto almeno 15 conversioni degli ultimi 30 giorni.

CAP Target - schede AdWords

Il CPA target può essere modificato poi in qualsiasi momento direttamente nella colonna CPA target nella scheda Gruppo di annunci.

Se non avete mai provato lo Strumento per ottimizzare le conversioni e volete sapere come funziona leggete il post dedicato all’argomento pubblicato in questo blog. Informazioni dettagliate sulla nuova funzionalità sono disponibili nella Guida di AdWords sul Conversion Optimizer.

Phishing anche per gli account AdWords

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Spam adwordsGiovedì 24 aprile 2010 ricevo una mail, mittente: Google AdWords.
Gestendo diverse campagne ogni settimana mi arrivano diverse mail dal circuito pay per click più diffuso in Italia (e in buona parte del mondo).

Noto però subito due note stonate:  l’oggetto della mail è in inglese e nella casella del destinatario, A:, non vi è il mio indirizzo mail.

Apro il messaggio e leggo quanto riportato qui sopra e guarda un po’: è una mail phishing.

Il testo mi dice che il mio account è stato fermato stamattina e che per farlo ripartire devo ottimizzare la campagna cercando di aumentare il valore del CTR (Click Though Rate) e poi un link per ripristinare gli annunci.

Clicco e arrivo a questa pagina http://adwords.google-dl.com/ads/signin.html, leggete bene il dominio: google-dl.com.

Cliccandoci si arriva ad una pagina clonata, uguale alla pagina di login di AdWords, in perfetto stile phishing.

Strano tentare di fregare persone che probabilmente, gestendo campagne, sono sufficientemente esperte di web e di phishing quindi chiedo a voi: qual è l’obiettivo di questa campagna phishing una volta ottenuti i dati dell’account?

Keywords, popularity, competition e il calcolo del posizionamento

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Esiste un modo per calcolare con precisione quante probabilità avrà un nuovo sito internet per essere posizionato nei risultati naturali di Google con una specifica keyword.
Forse qualcuno di voi ne avrà già sentito parlare: il fattore da determinare si chiama “KEI” ed è l’indicatore dell’efficacia di una keyword.

Naturalmente sto ragionando nell’ottica del posizionamento organico sui motori di ricerca ma può essere interessante soffermarsi cercare di trasporre il significato del KEI al mondo AdWords, o anche più semplicemente aprire un’interessante parentesi sul mondo SEO, che in qualche modo è sempre legato agli strumenti di pubblicità pay per click.

AdWords ci insegna che non tutte keywords di riferimento di una dato gruppo di annunci avranno lo stesso posizionamento, il medesimo CTR lo stesso tasso di conversione e che ciascuna di esse necessiterà di un CPC differente per comparire in prima pagina. Lo stesso avviene per il posizionamento naturale su Google: quello che comunemente definiamo “punteggio di qualità” di una keyword e che determina, insieme ad altri fattori, il posizionamento degli annunci pubblicitari, corrisponde appunto all’indice sintetico KEI.

Durante la selezione delle parole chiave per il posizionamento organico di un sito andrebbero sempre tenuti in considerazione due fattori: la popularity delle keywords, ovvero il numero approssimativo di ricerche basate su una specifica parola chiave, e la competition, e cioè il numero di risultati che concorrono nella SERP di un motore di ricerca per la stessa keyword.
Il KEI è determinato da un’equazione che combina questi due fattori:

KEY= (popularity * popularity) / competition

Anche a chi non ama la matematica appare evidente che il KEI cresce man mano che aumenta la quantità di richieste degli utenti o che diminuisce quando aumenta il numero dei siti concorrenti per la stessa keyword. Più è alto il valore del KEI, maggiori sono le possibilità di un buon posizionamento.

Possiamo dire quindi che il KEI funziona come una sorta di previsione. Come tale è soggetto a numerose variabili. Prima tra tutte le scelta degli strumenti da utilizzare per determinare popularity e competition.

‬Possiamo misurare la popularity in maniera “previsionale“, secondo stime che possono anche essere differenti in base al tool utilizzato, oppure “storica“, estrapolando i dati dallo storico delle ricerche effettuate sui motori. La maggior parte degli strumenti disponibili online producono una misura previsionale della popolarity e su varie scale temporali: lo Strumento per le parole chiave di Google, Google Statistiche di ricerca e Google Trends, o ancora Google Suggest e il meno noto Google Sets, che mette in relazione i termini digitati dall’utente con altri in qualche modo attinenti.

Per la competition basta basarci sul numero di risultati di ricerca restituiti dal motore utilizzato per una determinata keyword.

Vi invito a provare a fare un test! Secondo il sistema utilizzato da Wordtracker una parola chiave con KEI tra 0 e 10 è da considerare scadente, tra 10 e 100 buona e tra 100 e 400 eccellente. Ho fatto qualche esperimento con un paio di keywords ottenendo un KEI piuttosto scarso (pari a 0, … ). Il che non è molto incoraggiante … Possiamo allora provare a calcolare il KEI per curiosità o per avere un indice di riferimento, tenendo però sempre ben presente il valore di “stima” di questo dato.

Corsi di formazione AdWords in aula a Roma e Milano

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Conoscete già i vantaggi di fare pubblicità con Google AdWords: misurabilità dei risultati, opportunità di definire l’investimento in base alle singole necessità, oltre alla possibilità di raggiungere un pubblico mirato e di intervenire in qualsiasi momento sulle campagne.

AdWords lancia il programma “AdWords Seminar Leader“. Dedicato a chi desidera conoscere il modo AdWords e imparare a gestire le proprie campagne pubblicitarie, e forse anche a chi, in vista del nuovo esame di certificazione AdWords, cerca un canale di formazione alternativo a quello online, il programma prevede una serie di corsi in aula tenuti dai partner Google Cegos e Gruppo HTML.

Fino ad oggi Google non aveva mai promosso corsi di formazione in aula dedicati ad AdWords e la stretta collaborazione con i partner citati è senz’altro una novità. I docenti dei corsi, naturalmente certificati Google, proporranno in aula sezioni teoriche ed esercitazioni pratiche. Per ora le lezioni hanno durata di un giorno e possono essere seguite a Roma e a Milano.

Quanto costano? 350 euro + IVA più un coupon omaggio di 50 euro da spendere in click Adwords è la proposta di entrambi i partner Google per una giornata di formazione. Sui rispettivi siti internet è pubblicato anche il programma del corso. Di seguito le date:


Cegos

  • 10 Maggio 2010, Milano
  • 17 Maggio 2010, Milano

Gruppo HTML

  • 7 Maggio, Milano (posti esauriti)
  • 17 Maggio, Roma
  • 21 Maggio, Milano

Cegos propone inoltre la formazione e-learning, acquistabili online: 2 moduli interattivi da 45 minuti acquistabili online al costo di 50 euro + IVA.

Nuovo esame certificazione AdWords: facciamo il punto

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Un’importante novità dal mondo AdWords! L’esame per il conseguimento della certificazione Google Advertising Professionals è cambiato: da oggi competenze e conoscenze saranno attestate da una certificazione riconosciuta a livello mondiale da conseguire con il superamento di più esami.

Il nuovo programma, denominato Google Certification Program prevede, come il vecchio GAP una distinzione tra Certificazione Aziendale, che consente di ottenere lo stato di Partner certificato Google, e la Qualifica Individuale e presenta una serie di novità su modalità di formazione, esami da superare e certificazione rilasciata.

L’obiettivo di Big G. è adeguare i test di conseguimento della certificazione alle novità introdotte di recente nel programma pubblicitario e garantire agli inserzionisti un servizio di qualità alto, al passo con i nuovi strumenti AdWords. Purtroppo tra 6 mesi tutte le certificazioni Google Advertising Professionals conseguite non saranno più valide, quindi è ora di rimettersi a “studiare” per sostenere con successo i nuovi esami.

Vediamo allora di capire meglio cosa è cambiato.

QUALIFICA INDIVIDUALE

Prima (e cioè fino all’altro ieri!) per conseguire la qualifica era necessario soddisfare alcuni requisti relativi ai giorni di attivazione del Centro Clienti e al budget speso in click AdWords e naturalmente superare l’esame, costituito di domande a risposta multipla sulle regole e il funzionamento di AdWords.

Oggi è necessario superare due esami, uno sui principi base della pubblicità ed uno, di livello più avanzato, a scelta tra questi: Esame sulla pubblicità associata alla ricerca avanzata, Esame sui rapporti e l’analisi e Esame sulla pubblicazione. Ognuno di questi esami serve per dimostrare conoscenze specialistiche su AdWords. Superati gli esami si riceve un certificato con il logo di Google ed è possibile aggiungere lo stato Persona qualificata nel curriculum.

CERTIFICAZIONE AZIENDALE

Prima era necessario soddisfare alcuni requisti relativi ai giorni di attivazione del Centro Clienti e al budget speso in click AdWords (che doveva essere piuttosto elevato) e due risorse aziendali dovevano superare l’esame.

Oggi è sufficiente che un componente dello staff aziendale superi due esami di certificazione (l’Esame sui principi di base della pubblicità di Google più uno dei tre esami avanzati). Per quel che riguarda la spesa in click AdWords gestita, questa deve raggiungere $ 10.000 in 90 giorni. In questo modo è possibile conseguire lo stato di Partner certificato e ottenere assistenza da AdWords per le azioni di marketing. Questo significa, ad esempio, essere registrati nella Ricerca Partner di Google, accedere a coupon di credito gratuito da spendere in click AdWords per i nuovi clienti e partecipare agli eventi organizzati da Google. Piuttosto interessante direi!

Ed ora, la questione fondamentale: come prepararsi per i nuovi esami?

Google mette a disposizione un nuovo Centro Didattico, costituito di diverse sezioni dedicate ai differenti esami. Al momento sono disponibili materiali relativi all’esame sui principi di base della pubblicità a all’esame sulla pubblicità associata alla ricerca avanzata. Gli esami sulla pubblicità display avanzata e sull’analisi e sui rapporti avanzati saranno resi disponibili (a quanto pare) prossimamente.

L’attività di formazione può avvenire inoltre con i corsi AdWords online, gratuiti e accessibili semplicemente attraverso una connessione internet e altoparlanti o cuffie. un’altra possibilità è infine offerta dai corsi AdWords in aula, a pagamento e offerti da Google in collaborazione con i partner specializzati da CEGOS e HTML.it. Questo corsi sono fruibili anche online acquistando i moduli interattivi.