Conversioni view-throung più efficaci perchè personalizzabili

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Il monitoraggio delle conversioni view-throung di AdWords è diventato ancora più efficace perchè personalizzabile. Le conversioni view-throung sono quelle che misurano le conversioni AdWords generate da utenti che hanno visualizzato annunci display sulla rete dei contenuti ma non hanno fatto click su di essi. In pratica questa funzione conteggia il numero di conversioni online realizzate nei 30 giorni precedenti, dopo che un utente ha visualizzato, ma non selezionato, un annuncio display su un sito della rete di contenuti di Google.

Sono utili per capire quali sono i siti migliori su cui pubblicare i display e per ottimizzare le campagne in base al comportamento degli utenti.

La novità è che ora è possibile personalizzare la finestra delle conversioni, scegliendo l’intervallo di tempo entro il quale registrare le conversioni view-through. Per qualcuno infatti i 30 giorni di monitoraggio previsti dal sistema potrebbero essere troppo pochi, per altri troppi. A seconda del prodotto o servizio promosso, infatti, la risposta degli utenti, per essere utile, dovrebbe avvenire a breve, medio o lungo termine.

Non solo. Ora i rapporti relativi alle conversioni view-throung escludono le conversioni duplicate nella rete dei contenuti: attivando l’opzione di esclusione il sistema esclude del conversioni generate dagli utenti che hanno cliccato gli annunci della rete di ricerca (attribuendo queste conversioni solo alla rete di ricerca).

Le nuove opzioni attivabili rendono la registrazione delle conversioni view-through senz’altro più precisa.

Phishing AdWords 2 – la vendetta

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Qualche settimana fa scrissi un post che parlava del fenomeno phishing anche per agli account Goolge AdWords.

Oggi ricevo una nuova mail, sempre in inglese (cosa alquanto strana per gli utenti italiani) e sempre senza l’indicazione del mio indirizzo di posta elettronica che mi informa che la mia campagna è stata fermata e riavviata e che sarebbe necessario che mi collegassi per verificare tutte le impostazioni.

Peccato che facendo click sul link invece si essere riportati alla vera pagina di login si arrivi sempre ad una pagina fake che ruba i tuoi dati di accesso per chissà quale scopo.

In sintesi è sempre fondamentale che prima di loggarti all’account Google AdWords tu verifichi la url che deve essere: http://adwords.google.it (per gli utenti italiani).

Come essere in Ricerca Partner Google AdWords

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Da pochissimi giorni per i professionisti che possiedono la certificazione Google Advertising Professionals (quella vecchia) è possibile modificare il profilo personale o dell’azienda titolare della certificazione in modo da essere da subito inclusi in Ricerca Partner Google AdWords.

La directory, che fino a poco tempo fa sembrava escludere dalla ricerca i partner italiani certificati dal momento che nel menu a tendina per la ricerca del paese di riferimento l’Italia non era una scelta possibile, consente ora di cercare anche tra i consulenti AdWords del nostro paese.

Come si fa ad essere inclusi nella ricerca?

Dovete accedere al vostro Centro Esperti utilizzando il vecchio link, quindi andare nella seconda scheda in alto a destra e accedere alla sezione “Il mio profilo“. Qua è possibile effettuare una serie di modifiche. In “Visibilità pubblico” dovrebbe già essere selezionato “Attivato” . Subito sotto, in “Attiva la tua inclusione nella Ricerca partner” bisogna selezionare “Attivato” per essere inclusi in Ricerca Partner Google.

Di seguito è possibile modificare i dati del profilo, inserendo il nome dell’azienda, le lingue nelle quali si è disponibili ad attivare una campagna AdWords, i paesi nei quali si è attivi, il budget minimo e quello massimo di spesa in click che si è disposti a gestire settimanalmente, il sito web della propria azienda ed una breve descrizione di questa. E’ possibile inoltre elencare i settori in cui l’azienda può gestire campagne pubblicitarie ed i servizi forniti ai clienti oltre ad AdWords.

Nella sezione “Sedi locali” va indicato l’indirizzo dell’azienda mentre in “Dettagli account” va indicato il tipo di azienda.

Dopo aver completato la scheda Profilo andate su Google ricerca Partner e provate a cercare la vostra azienda!

Il marchio della tua azienda negli annunci AdWords di un concorrente

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Vi è mai capitato di ricercare il nome della vostra azienda su Google e di vedere comparire un annuncio AdWords di un’azienda concorrente che sfrutta il vostro marchio per promuovere i propri prodotti o servizi?

Fino a poco tempo fa la normativa sui marchi di Google non prevedeva restrizioni riguardo la scelta delle parole chiave di una campagna Adwords. L’utilizzo di un marchio registrato era infatti vietato solo nel testo del annuncio mentre poteva essere tranquillamente utilizzato come parola chiave (a patto comunque di  non utilizzare la funzione AdWords “Inserimento parola chiave” per includere le query di ricerca nel testo degli annunci).

normativa-marchi-adwordsA giugno 2009 la normativa Google in materia di tutela dei marchi è stata aggiornata ed in alcuni paesi, tra i quali l’Italia, è stato introdotto il monitoraggio dell’uso dei marchi anche nelle parole chiave, oltre che nel testo degli annunci.

Chi quindi scopre l’uso illecito del proprio marchio può inviare in reclamo generico o specifico a Google: in caso di reclami generici Google effettua un’indagine sull’uso del marchio in tutti gli annunci pertinenti mentre in caso di reclami specifici bisogna segnalare le esatte URL in questione e l’indagine viene effettuata in base a queste.

Se Google accerta la violazione l’inserzionista viene invitato a rimuovere il termine in questione dall’elenco delle parole chiave (o dal testo dell’annuncio) e diffidato ad eventuali futuri utilizzi.

La segnalazione può essere inviata a Google attraverso l’apposito Modulo di Reclamo. Lo stesso modulo può essere anche stampato ed inviato via fax al numero + 35315433448 all’attenzione di: Google Trademark Complaints o via posta al seguente indirizzo:

    Google Ireland Ltd.
    All’attenzione di: Advertising Legal Support Team
    Gordon House, Barrow Street
    Dublin 4, Ireland

Meglio tradurre la comunicazione in inglese.

Ricerca partner Google AdWords: come essere inclusi nella directory?

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Tra le novità introdotte con il nuovo esame di certificazione AdWords c’è anche la directory dei partner certificati Google AdWords. La Ricerca partner Google è infatti un nuovo strumento che serve per ricercare tra tutti i partner certificati Google quelli che rispondono a determinati criteri e che sono quindi i più indicati per specifiche esigenze pubblicitarie.

La directory è consultabile online e contiene un elenco di persone e agenzie che hanno ottenuto la certificazione del Programma di certificazione di Google AdWords. La paghina di Ricerca partner consente di cercare un esperto AdWords inserendo innanzitutto il budget a disposizione, quindi il paese di riferimento (per adesso l’Italia non è inclusa nel menu a tendina di selezione), la lingua della campagna da attivare e il sito web da promuovere o il settore di riferimento. In alternativa la ricerca può essere effettuata inserendo direttamente il nome di un’azienda o di un individuo per verificare lo stato di certificazione.

Provate a inserire il vostro nome nel campo “Ricerca per nome partner“: se avete conseguito la certificazione Google Advertising Professionals (quella vecchia intendo) il sistema lo segnala.

Per essere inclusi “ufficialmente” nella directory Ricerca partner bisogna innanzitutto superare il nuovo esame (anzi i nuovi esami) di certificazione, quindi aderire al programma dalla propria sezione “Profilo” all’interno del sito del programma. Per essere inclusi bisogna inoltre fornire alcune informazioni riguardo il budget minimo con il quale si desidera lavorare, i servizi offerti e naturalmente il nome e il sito dell’azienda.

Il codice FBML di Facebook e la personalizzazione della fan page

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L’FBML, il Facebook Markup Language, è un linguaggio di markup che consente di inserire codice HTML nelle pagine Facebook.

E’ infatti di fondamentale importanza personalizzare le pagina Facebook rendendole magari simili al blog o sito cui si riferiscono, o comunque introducendo elementi originali e fortemente distintivi. Utilizzando il codice FBML è possibile quindi inserire nella pagina nuovi bottoni, menu, testi, banner pubblicitari, link e molto altro ancora. Il codice FBML, che è quindi il linguaggio di marcatura di Facebook, può essere inserito in qualsiasi pagina, nel menu orizzontale o anche nella barra laterale.

Utilizzarlo è piuttosto semplice perchè non si discosta di molto dal linguaggio HTML.

Per iniziare bisogna accedere alla pagina Facebook dedicata all’FBML (da cercare utilizzando il motore di ricerca di Facebook), cliccare su “Aggiungi alla mia pagina“, quindi scegliere la pagina in questione nella finestra che appare e cliccare su “Aggiungi alla pagina“. Una volta effettuata a questa operazione compare nella pagina di modifica della pagina, sotto la voce Applicazioni, il riquadro “FBML – FBML”. Qua bisogna cliccare su “Modifica“.

Nel campo Titolo va inserito il titolo del riquadro, e cioè il nome della linguetta che comparirà nel menu della pagina, mentre del campo FBML si può inserire direttamente il codice HTML. Dopo aver cliccato su “Salva modifiche” bisogna tornare alla pagina e cliccare sul segno “+” presente nel menu orizzontale. Si apre un menu a comparsa che contiene appunto la scheda appena creata. Cliccandoci la scheda viene aggiunta nel menu orizzontale.

Le schede del menu orizzontali sono poi ordinabili: è sufficiente trascinarle nella posizione desiderata.

Se invece preferite aggiungere la nuova scheda nella colonna laterale tornate alla scheda di gestione della Pagina, cliccare all’interno del riquadro dell’FBML e scegliere “Riquadro” cliccando su “Aggiungi“. Alla pagina viene aggiunta la scheda Riquadro che può essere trascinata nella colonna di destra.

Il Webmaster tool di Google e la nuova funzione CTR

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Il Webmaster tool di Google si è dotato di recente della nuova ed interessante funzione “clicktrough rate”. Si tratta di una funzionalità che consente di visualizzare un grafico, strutturato come quelli di Analytics, che indica le visualizzazioni delle pagine del sito per determinate ricerche, la posizione di queste nei risultati, il numero di click ed anche, appunto, il CTR, cioè il rapporto tra il numero di click e le impression.

Immagine google Webmaster toolPer visualizzarla bisogna accedere alla sezione Dashboard del Webmaster tool e cliccare sulla voce relativa alle principali query di ricerca.

Il grafico ed i dati a questo sottostanti sono utili sopratutto per capire quanto è efficace ogni pagina del sito per una determinata parola chiave. Quelle che generano un CTR più basso sono quelle sulle quali lavorare per migliorare il posizionamento del sito. Come agire? Le regole sono le solite, quelle che ogni professionista SEO conosce: title, description e contenuto della pagina coerenti con la parola chiave, descrizioni accurate e persuasive, ecc. Non è questa la sede giusta per dilungarsi in merito.

E’ possibile che i dati generati dalla funzione “clicktrough rate” differiscano leggermente da quelli esposti da Google Analytics. Questo perchè Analytics traccia solo il traffico degli utenti con JavaScript abilitato nel browser e perchè il Webmaster tool elimina anche i duplicati e le visite dai robots.

Curioso vedere un dato come il CTR, utilizzato dagli inserzionisti AdWords insieme ad altri parametri per valutare l’andamento delle campagne e valutare l’efficienza delle parole chiave, in uno strumento pensato prevalentemente per lavorare sul posizionamento organico.

Gli annunci non approvati di AdWords

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E’ capitato a tutti almeno una volta di avere qualche problema con la pubblicazione degli annunci AdWords.

Da quando i nuovi annunci sono soggetti ad una revisione che dura qualche ora o anche qualche giorno può capitare, sopratutto per campagne che  prevedono molti messaggi pubblicitari, che qualcuno rimanga nello stato “non approvato“. Come scovarli velocemente per correggerli? Semplicemente utilizzando i filtri del pannello AdWords.

Basta andare su “Campagne” e poi sulla scheda “Annunci“: qui bisogna cliccare su “Filtro e visualizzazioni” in alto a destra, selezionare “Filtra annunci“, scegliere il filtro “Stato di approvazione” e lasciare spuntato solo “Non approvato“, quindi cliccare su “Applica“. A questo punto appare la lista di annunci non approvati. Cliccando sull’icona a forma di fumetto presente sulla riga dell’annuncio nella colonna Stato è possibile visualizzare il motivo della mancata pubblicazione.

Nella maggior parte dei casi si tratta di errori sulle url, di visualizzazione o di destinazione. Ad esempio quando il dominio principale delle due url non corrisponde l’annuncio non viene approvato. Per gli annunci illustrati AdWords possono esserci più cause della mancata approvazione. In questi casi è meglio “ripassare” le relative norme di pubblicazione.

Una volta corretto l’errore l’annuncio passa nuovamente nello stato “in attesa di revisione” ed occorre avere di nuovo un po’ di pazienza prima di vederlo pubblicato.

Come posso modificare gli annunci disapprovati?

Le offerte CPA target dello Strumento per ottimizzare le conversioni

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Lo Strumento per ottimizzare le conversioni è stato di recente perfezionato dal team Google: ora è infatti possibile impostare l’offerta indicativa dell’importo medio che si vuole pagare per una conversione, invece dell’importo massimo a disposizione.

L’aggiornamento deriva dalla costatazione, emersa dalle comunicazione inviate da noi inserzionisti allo staff AdWords, che sia più facile pensare in termini di CPA medio piuttosto che di CPA massimo. Chi già utilizza lo Strumento per ottimizzare le conversioni senza difficoltà può anche continuare ad usufruirne secondo le vecchie impostazioni. Chi lo desidera può al contrario iniziare ad utilizzare lo strumento in termini di CPA target.

Come fare? Basta accedere alla scheda “Impostazioni” della campagna e selezionare “Priorità alle conversioni” e quindi “Opzioni avanzate“. Selezionando CPA target potete appunto impostare l’importo medio da spendere per ogni conversione. Qui è possibile inoltre scegliere se utilizzare l’offerta suggerita da AdWords o impostarne una personalizzata.

Strumento per ottimizzare le conversioni - schermata esempio

Naturalmente potete accedere a tale funzionalità solo se avete attivato il monitoraggio delle conversioni e avete ricevuto almeno 15 conversioni degli ultimi 30 giorni.

CAP Target - schede AdWords

Il CPA target può essere modificato poi in qualsiasi momento direttamente nella colonna CPA target nella scheda Gruppo di annunci.

Se non avete mai provato lo Strumento per ottimizzare le conversioni e volete sapere come funziona leggete il post dedicato all’argomento pubblicato in questo blog. Informazioni dettagliate sulla nuova funzionalità sono disponibili nella Guida di AdWords sul Conversion Optimizer.

Phishing anche per gli account AdWords

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Spam adwordsGiovedì 24 aprile 2010 ricevo una mail, mittente: Google AdWords.
Gestendo diverse campagne ogni settimana mi arrivano diverse mail dal circuito pay per click più diffuso in Italia (e in buona parte del mondo).

Noto però subito due note stonate:  l’oggetto della mail è in inglese e nella casella del destinatario, A:, non vi è il mio indirizzo mail.

Apro il messaggio e leggo quanto riportato qui sopra e guarda un po’: è una mail phishing.

Il testo mi dice che il mio account è stato fermato stamattina e che per farlo ripartire devo ottimizzare la campagna cercando di aumentare il valore del CTR (Click Though Rate) e poi un link per ripristinare gli annunci.

Clicco e arrivo a questa pagina http://adwords.google-dl.com/ads/signin.html, leggete bene il dominio: google-dl.com.

Cliccandoci si arriva ad una pagina clonata, uguale alla pagina di login di AdWords, in perfetto stile phishing.

Strano tentare di fregare persone che probabilmente, gestendo campagne, sono sufficientemente esperte di web e di phishing quindi chiedo a voi: qual è l’obiettivo di questa campagna phishing una volta ottenuti i dati dell’account?